Cenni storici
George Hackett introdusse la proloterapia con destrosio negli anni Cinquanta per il dolore muscolo-scheletrico; da allora è stata usata anche nell'artrosi. Dalla metà degli anni Ottanta la ricerca è passata dai resoconti di singoli casi agli studi randomizzati.
Descrizione della procedura
Si iniettano piccoli volumi (circa 0,2-0,5 mL) di una soluzione irritante nei punti dolenti dove tendini e legamenti si inseriscono sull'osso e negli spazi articolari vicini, con una distribuzione «a pioggia». La soluzione più usata è il destrosio al 15%, preparato con destrosio al 50%, soluzione salina e lidocaina; si usa anche il morruato di sodio, uno sclerosante. Di solito servono almeno tre sedute, a distanza di circa un mese (da due a sei settimane).
Il meccanismo non è chiarito. Studi sugli animali suggeriscono che provochi un'infiammazione locale in grado di stimolare i fattori di crescita dei tessuti; potrebbe anche modulare l'elaborazione centrale del dolore.
Indicazioni
Dolore muscolo-scheletrico cronico: tendinopatie, artrosi del ginocchio, mal di schiena. Le prove migliori riguardano l'epicondilite laterale; per altre tendinopatie e per la fascite plantare gli studi sono limitati. Nel ginocchio e nel mal di schiena cronico i risultati sono contrastanti. Studi senza gruppo di controllo riportano risultati positivi in coccigodinia, disfunzione sacroiliaca e dolore alla gamba da degenerazione discale.
Controindicazioni
Una revisione del 2025 sulla proloterapia con destrosio nell'artrosi indica come assolute l'infezione attiva articolare o sistemica, il diabete non controllato, le coagulopatie e l'allergia ai componenti iniettati, e come relative la gotta acuta, una frattura acuta, la terapia anticoagulante e la scarsa guarigione delle ferite.
Effetti collaterali
Eseguita da un operatore esperto, appare sicura: gli studi clinici non hanno riportato eventi avversi significativi. Gli effetti collaterali sono di solito lievi e autolimitati (dolore dopo l'iniezione, rigidità, gonfiore); quelli gravi sono rari. La revisione più ampia (2021) non ha analizzato gli eventi avversi come esito.
Considerazioni sulle prove
Una meta-analisi di rete del 2021 su 87 studi randomizzati (5.859 partecipanti, in gran parte con patologie del gomito e della cuffia dei rotatori) non ha trovato un vantaggio statisticamente significativo sul dolore rispetto ad altre terapie. La proloterapia ha fatto meglio del solo cortisone ed è risultata simile ai prodotti ematici a sei mesi; ha battuto il placebo solo in alcuni sottogruppi (spalla, gomito). Oltre il 60% degli studi aveva almeno un dominio ad alto rischio di bias. Gli autori della revisione del 2011 concludono che servono altre ricerche per definirne il ruolo.
Riferimenti
- Rabago D, Yelland M, Patterson J, Zgierska A. Prolotherapy for chronic musculoskeletal pain. Am Fam Physician 2011;84(11):1208-1210.
- Goh SL, Jaafar Z, Gan YN, et al. Efficacy of prolotherapy in comparison to other therapies for chronic soft tissue injuries: a systematic review and network meta-analysis. PLoS ONE 2021;16(5):e0252204.
- Huang K, Cai H. Hypertonic dextrose prolotherapy in osteoarthritis: mechanisms, efficacy, and future research directions. Front Endocrinol 2025;16 (mini-revisione).
Scheda in revisione: la proloterapia è usata per lo più fuori indicazione e non è inclusa nelle raccomandazioni principali di ACR, OARSI e NICE per l'artrosi, per la scarsità di prove di alta qualità.