Definizione
È una malattia cronica dello scheletro in cui alcune zone dell'osso vengono rimodellate in modo anomalo: sia le cellule che demoliscono l'osso (osteoclasti) sia quelle che lo formano (osteoblasti) diventano iperattive. Le zone colpite si ingrossano ma sono deboli. Può interessare qualsiasi osso, soprattutto bacino, femore e cranio.
Epidemiologia
Negli Stati Uniti riguarda circa il 2-3% delle persone sopra i 55 anni e la frequenza aumenta con l'età, anche se sembra in diminuzione. Gli uomini sono colpiti più delle donne.
Eziologia e fattori di rischio
Sezione in preparazione.
Manifestazioni cliniche
Spesso non dà sintomi. Può causare dolore osseo (anche notturno), ingrossamento o deformità delle ossa, artrosi con articolazioni rigide e dolenti, compressione di nervi. Se colpisce il cranio possono comparire cefalea, perdita di udito e vertigini.
Diagnosi e diagnosi differenziale
Le anomalie ossee compaiono alla radiografia.
Trattamento
Il dolore e le complicanze sono curabili e si possono usare i bisfosfonati.
Quando rivolgersi al medico
Rivolgiti al medico se:
- hai dolore osseo profondo, soprattutto di notte, o ossa che si deformano.
- il dolore è molto intenso o compare dopo un trauma importante;
- c'è gonfiore evidente, arrossamento, calore o febbre;
- compaiono perdita di forza, formicolii persistenti o perdita di sensibilità;
- il dolore non migliora dopo alcune settimane o ti sveglia di notte.
Riferimenti
Riferimenti principali:
- Slide del corso «Dolore muscolo-scheletrico», Prof. Nicola Marotta, Università «Magna Graecia» di Catanzaro.
Scheda elaborata dalle slide del corso. Le parti che le slide non trattano (in particolare i segnali di allarme e alcune indicazioni di trattamento) sono scritte in forma generale e vanno verificate con le linee guida prima della pubblicazione. La bibliografia numerata con le fonti primarie è da completare.