Cenni storici
Le onde d'urto nascono in urologia: dal 1969 la ditta Dornier studiò gli effetti delle onde d'urto sui tessuti, il primo trattamento sull'uomo (calcoli renali) avvenne nel febbraio 1980 e la FDA americana approvò la tecnica nel 1984. Si osservò poi che i pazienti trattati per calcoli sembravano avere una maggiore densità ossea nelle ossa vicine, e questo portò alle applicazioni ortopediche.
Descrizione della procedura
Le onde focalizzate sono generate per via elettroidraulica, piezoelettrica o elettromagnetica, raggiungono un'intensità maggiore su un bersaglio più profondo e comprendono una fase di pressione negativa. Le onde radiali sono onde pneumatiche di intensità minore, senza fase negativa, con picco sulla superficie dell'applicatore. Si ritiene che l'effetto principale sia biologico, per meccanotrasduzione, più che puramente meccanico; si descrivono effetti su dolore, riparazione dei tessuti, vascolarizzazione, proliferazione cellulare e guarigione ossea, ma il meccanismo non è del tutto chiaro.
La maggior parte dei protocolli usa da circa 800 a 3000 impulsi per seduta, spesso con tre sedute a una settimana di distanza; i parametri variano molto. La revisione consiglia di evitare l'anestesia locale e di valutare i risultati dopo almeno quattro mesi, perché i benefici possono comparire con settimane di ritardo.
Indicazioni
Prove di livello 1+ (secondo la revisione): tendinopatia calcifica della spalla, epicondilite laterale, sindrome dolorosa del gran trocantere, fascite plantare, ritardi di consolidazione ossea.
Prove di livello 1−: tendinopatia rotulea e achillea, sindrome miofasciale del trapezio, mal di schiena, osteonecrosi dell'anca, artrosi del ginocchio, osteite pubica, sindrome del tunnel carpale. Altre indicazioni (coccigodinia, malattia di Kienböck, edema osseo dell'anca) si basano su serie di casi. Nella tendinopatia calcifica è indicata nei casi cronici oltre circa otto settimane o quando le cure conservative falliscono; è meno efficace nella fase acuta di riassorbimento.
Controindicazioni
Anticoagulanti o disturbi della coagulazione, infezione acuta, gravidanza, applicazione diretta sulla cartilagine di accrescimento, tumori (metastasi, tumori maligni, mieloma, linfoma o tessuto tumorale nella zona trattata). Si evitano nervi e grossi vasi. La rottura completa del tendine in genere non si tratta; rotture parziali estese sono state trattate senza danni maggiori, ma si raccomanda l'imaging prima, soprattutto dopo i 60 anni.
Effetti collaterali
La maggior parte degli studi non ha riportato effetti avversi significativi. I lividi sono più probabili con alta intensità, e una dose eccessiva può aumentare gli effetti avversi e ridurre l'efficacia. In una revisione del 2017 sulla fascite plantare (39 studi, 2.493 pazienti) sono state riportate solo due complicanze (dolore al petto e una lieve infezione cutanea dopo anestesia regionale), mentre erano frequenti dolore durante il trattamento, arrossamento cutaneo, dolore post-seduta, alterazioni della sensibilità, gonfiore, piccoli lividi o punti emorragici e, in rari casi, forte mal di testa. Una rottura del tendine d'Achille è avvenuta due settimane dopo una seduta, ma gli autori non l'hanno attribuita al trattamento. La sicurezza a lungo termine non è nota.
Considerazioni sulle prove
Secondo la revisione narrativa del 2023, nella tendinopatia calcifica il dolore e la funzione migliorano rispetto a placebo e ad altre cure conservative a 3-12 mesi; nell'epicondilite migliorano dolore e forza di presa; nella fascite plantare maggiore riduzione del dolore e più rapido ritorno al lavoro; nelle tendinopatie rotulea e achillea gli effetti sono piccoli o a breve termine, migliori con l'esercizio eccentrico. Nella tendinopatia calcifica un'altra revisione indica che le onde ad alta energia riducono dolore e disabilità più di quelle a bassa energia, con circa il 70% dei pazienti che a quattro anni evita la chirurgia, e che onde focali e radiali si comportano in modo simile. Il NICE britannico ha giudicato contrastanti le prove per la maggior parte delle indicazioni e ha raccomandato l'uso solo con controllo clinico e audit. Gli autori della revisione del 2023 concludono che la terapia è sicura ed efficace per molte condizioni, ma mancano protocolli standardizzati e servono studi più omogenei e di qualità migliore. Nota: i livelli di prova riportati nella revisione non sono coerenti tra l'abstract e le conclusioni.
Riferimenti
- De la Corte-Rodríguez H, Román-Belmonte JM, Rodríguez-Damiani BA, Vázquez-Sasot A, Rodríguez-Merchán EC. Extracorporeal shock wave therapy for the treatment of musculoskeletal pain: a narrative review. Healthcare 2023;11(21):2830.
- Roerdink RL, Dietvorst M, van der Zwaard B, van der Worp H, Zwerver J. Complications of extracorporeal shockwave therapy in plantar fasciitis: systematic review. Int J Surg 2017;46:133-145.
- Zambanini Y, Venturi G, Albano D, et al. Rotator cuff calcific tendinopathy: an educational review on diagnosis and treatment. J Med Imaging Interv Radiol 2026;13:8.
- Wikipedia, Extracorporeal shockwave therapy (per la storia; fonte enciclopedica, da sostituire con la letteratura citata).
Scheda in revisione: la parte storica proviene da una fonte enciclopedica.