Definizione
L'instabilità atraumatica della spalla è una condizione in cui l'articolazione si muove oltre il normale senza una lussazione da trauma. Ogni episodio di instabilità può peggiorare il «senso di posizione» della spalla, riducendo il controllo dei muscoli e facilitando nuovi episodi: un circolo vizioso.
Epidemiologia
Sezione in preparazione.
Eziologia e fattori di rischio
Ogni episodio può ridurre la propriocezione e il controllo neuromuscolare, facilitando nuovi episodi.
Manifestazioni cliniche
Un tratto tipico è una ridotta propriocezione, cioè una minore capacità di sentire dove si trova la mano nello spazio.
Diagnosi e diagnosi differenziale
Sezione in preparazione.
Trattamento
La riabilitazione è il cardine del trattamento, anche se le prove scientifiche sono sorprendentemente poche. Programmi descritti: esercizi di rinforzo con elastici (Burkhead e Rockwood), un programma che parte dal controllo della scapola (Watson) e un programma che include esercizi su superfici instabili e di propriocezione (Derby).
È importante non evitare il dolore a tutti i costi: esercizi semplici come sollevare un peso leggero non danneggiano i tessuti anche se sono sgradevoli. Riprendere le normali attività e continuare gli esercizi anche in presenza di un po' di dolore dà, paradossalmente, risultati migliori di un approccio senza dolore.
Quando rivolgersi al medico
Rivolgiti al medico se:
- la spalla si lussa (esce dalla sede) o resta bloccata.
- il dolore è molto intenso o compare dopo un trauma importante;
- c'è gonfiore evidente, arrossamento, calore o febbre;
- compaiono perdita di forza, formicolii persistenti o perdita di sensibilità;
- il dolore non migliora dopo alcune settimane o ti sveglia di notte.
Riferimenti
Riferimenti principali:
- Slide del corso «Dolore muscolo-scheletrico», Prof. Nicola Marotta, Università «Magna Graecia» di Catanzaro.
Scheda elaborata dalle slide del corso. Le parti che le slide non trattano (in particolare i segnali di allarme e alcune indicazioni di trattamento) sono scritte in forma generale e vanno verificate con le linee guida prima della pubblicazione. La bibliografia numerata con le fonti primarie è da completare.