Elettrolisi percutanea ecoguidata

Una corrente applicata con un ago sul tendine danneggiato.

Cenni storici

Sezione in preparazione.

Descrizione della procedura

È una tecnica invasiva, quasi sempre eseguita sotto guida ecografica (circa l'84% degli studi), in cui un ago da agopuntura trasmette una corrente galvanica continua al tessuto danneggiato. I protocolli variano molto: intensità riportate da 0,3 a 660 mA (nella maggior parte degli studi sull'uomo pochi mA), da 1 a 10 sedute, di solito una a settimana, per lo più abbinate a esercizio eccentrico o stretching. Una revisione del 2025 propone, senza che sia uno standard validato, circa 1,5-3 mA, sedute settimanali per 3-5 settimane e non più di dieci sedute.

Si ritiene che la corrente catodica provochi una risposta infiammatoria locale che aiuta a eliminare le cellule danneggiate e a favorire la rigenerazione; studi su animali suggeriscono effetti su mediatori dell'infiammazione, fattori angiogenici e geni del rimodellamento del collagene, ma i modelli animali possono non riflettere la tendinopatia umana, e uno studio su cadavere non ha trovato un aumento significativo della temperatura del tessuto. I meccanismi restano incerti.

Indicazioni

È usata soprattutto per patologie dei tendini: la più studiata è la tendinopatia rotulea, poi tendinopatia della cuffia dei rotatori o dolore subacromiale, fascite plantare, dolore inguinale, epicondilite. Altri usi riportati: colpo di frusta, dolore miofasciale temporo-mandibolare, tendinopatia d'Achille, lesioni muscolari. Non c'è consenso su condizioni, dosi e fasi della lesione più adatte.

Controindicazioni

Una revisione del 2025 indica come controindicazioni da considerare l'infiammazione acuta, il pacemaker cardiaco, la disfunzione autonomica e l'infezione cutanea locale.

Effetti collaterali

Solo circa un terzo degli studi muscolo-scheletrici ha riportato eventi avversi, e per lo più nessuno. Descritta una dolenzia muscolare transitoria in uno studio sulla spalla, risolta in pochi giorni; in due studi su calciatori sono state osservate variazioni autonomiche con possibile rischio di reazioni vaso-vagali, e gli autori raccomandano la supervisione medica. In uno studio sul collo la tecnica è risultata più dolorosa del dry needling.

Considerazioni sulle prove

Una revisione sistematica del 2022 (21 studi, circa il 62% a rischio di bias moderato-alto) ha trovato una riduzione moderata del dolore a breve e medio termine rispetto al solo esercizio attivo e al trattamento finto (sham); il confronto con cortisone, dry needling e trattamenti passivi non è conclusivo, le prove sulla funzione sono limitate e non risulta un miglioramento della struttura del tessuto. La revisione del 2025 conferma risultati misti: nella tendinopatia rotulea uno studio non ha trovato beneficio aggiunto rispetto al solo esercizio eccentrico; nella fascite plantare il cortisone ha dato risultati migliori; nel colpo di frusta i risultati erano simili alla fisioterapia. Per gli autori è un'opzione di supporto promettente, soprattutto insieme all'esercizio, ma non ancora di prima linea; servono protocolli standardizzati e studi più ampi.

Riferimenti

  1. Martínez-Silván D, Santomé-Martínez F, Champón-Chekroun AM, et al. Clinical use of percutaneous needle electrolysis in musculoskeletal injuries: a critical and systematic review of the literature. Apunts Sports Med 2022;57:100396.
  2. Pirri C, Manocchio N, Sorbino A, Pirri N, Foti C. Percutaneous electrolysis for musculoskeletal disorders management in rehabilitation settings: a systematic review. Healthcare 2025;13(15):1793 (letti i primi 100.000 caratteri).

Scheda in revisione.

Avvertenza. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita medica. Ogni procedura va valutata e proposta da un medico dopo la visita; in caso di emergenza chiama il 112.