Definizione
Non esiste una definizione condivisa. L'IASP limita il dolore dorsale all'area tra i processi spinosi di T1 e T12, lateralmente ai muscoli paravertebrali; altri autori usano una regione più ampia del tronco posteriore.
Epidemiologia
Una revisione sistematica di 33 studi mostra stime molto variabili, in gran parte perché la definizione del dolore cambia: la prevalenza in un anno va da circa il 3,5% al 35% (15-28% con la definizione più ampia di «qualsiasi dolore»), e quella nell'arco della vita da circa il 16% al 20%. Il dolore dorsale è riferito più spesso da bambini e adolescenti che dagli adulti e più spesso dalle femmine. L'incidenza in un anno va da circa il 4% al 35%.
Eziologia e fattori di rischio
È associato ad altri dolori muscolo-scheletrici e a fattori di crescita e fisici, stile di vita, zaino, postura, psicologici e ambientali (soprattutto da studi trasversali). I due studi prospettivi hanno indicato come fattori di rischio negli adolescenti l'età più avanzata e una salute mentale peggiore.
Manifestazioni cliniche
Dolore nella regione dorsale; può sovrapporsi a dolori di origine viscerale, cervicale o discale per l'origine embriologica e l'innervazione in comune.
Diagnosi e diagnosi differenziale
Vanno escluse prima le cause gravi e i segni di allarme, più spesso associati al dolore dorsale che a quello di altre regioni. Il dolore dorsale muscolo-scheletrico aspecifico è una diagnosi per esclusione. Le faccette sembrano la fonte in circa il 40% dei casi. Nei dolori toracici, circa il 20% dei casi in pronto soccorso era di origine muscolo-scheletrica; il resto polmonare, cardiovascolare, gastrointestinale o psicologico.
Trattamento
Esistono meno linee guida e prove di qualità minore che per collo e lombare. In genere si raccomanda un approccio multimodale: esercizio, mobilizzazione o manipolazione, educazione, a volte mindfulness o terapia cognitivo-comportamentale. La terapia manuale riduce il dolore a breve termine, ma nessun trattamento è chiaramente migliore a lungo termine. Gli esercizi più usati sono mobilità toracica, rinforzo degli estensori, controllo scapolare e stabilizzazione dinamica del tronco; alcune revisioni suggeriscono almeno circa tre mesi di esercizio strutturato, 2-3 sedute a settimana.
Quando rivolgersi al medico
Rivolgiti al medico se:
- il dolore è accompagnato da dolore al petto, fiato corto, febbre, calo di peso o dopo un trauma: le cause non muscolari vanno escluse.
- il dolore è molto intenso o compare dopo un trauma importante;
- c'è gonfiore evidente, arrossamento, calore o febbre;
- compaiono perdita di forza, formicolii persistenti o perdita di sensibilità;
- il dolore non migliora dopo alcune settimane o ti sveglia di notte.
Riferimenti
- Briggs AM, Smith AJ, Straker LM, Bragge P. Thoracic spine pain in the general population: prevalence, incidence and associated factors in children, adolescents and adults. A systematic review. BMC Musculoskelet Disord 2009;10:77.
- Ghilardi S (rel. Martini G). Dorsalgia: revisione narrativa sull'esercizio terapeutico. Tesi di master, Università di Genova, a.a. 2023/2024.
Scheda in revisione: per trattamento e diagnosi la fonte è una tesi di master e va sostituita con letteratura primaria. Non distingue la forma «acuta».