Cenni storici
Sezione in preparazione.
Descrizione della procedura
Sotto guida ecografica, con uno o due aghi, si inietta e si aspira soluzione salina (calda), per frantumare e rimuovere il deposito di calcio; al termine si infiltra di solito un cortisone. Per depositi duri o ostinati, quando il lavaggio non è fattibile, si può ricorrere al dry needling del deposito o alla tenotomia ultrasonica, che usa un manipolo vibrante con aspirazione per eliminare la calcificazione in un'unica seduta. La procedura è ambulatoriale, in anestesia locale.
Indicazioni
Depositi sintomatici, soprattutto in fase acuta e per calcificazioni molli o fluide. I depositi asintomatici in genere non richiedono trattamento. La revisione indica come trattamento conservativo di prima linea riposo, antinfiammatori o analgesici e fisioterapia; le onde d'urto sono indicate nei casi cronici oltre circa otto settimane o quando le cure conservative falliscono. Vedi la scheda sulla tendinopatia calcifica della spalla.
Controindicazioni
Secondo una revisione del 2026 la procedura è poco indicata, o dà risultati peggiori, in caso di depositi asintomatici, depositi molto piccoli (meno di 5 mm), migrazione nella borsa e estensione nell'osso.
Effetti collaterali
Il tasso di complicanze è descritto come basso; non sono stati letti dati dettagliati. Per le onde d'urto, usate in alternativa, gli effetti sono per lo più lievi (dolore transitorio, lesioni cutanee, ematoma) e più probabili con energia più alta.
Considerazioni sulle prove
La revisione del 2025 riporta rapido sollievo dal dolore e miglior funzione della spalla, con controlli per immagini che mostrano spesso una quasi completa scomparsa del deposito. Una meta-analisi di rete del 2017 su sette studi randomizzati ha trovato che le onde d'urto migliorano punteggio funzionale (Constant-Murley) e dolore rispetto al placebo; il lavaggio ecoguidato combinato con le onde d'urto ha fatto meglio delle sole onde d'urto, e il lavaggio combinato con infiltrazione sub-acromiale di cortisone meglio del solo cortisone; il lavaggio più cortisone si è collocato primo per sollievo dal dolore e riduzione del deposito, con un rischio di eventi avversi inferiore. Gli autori lo considerano la scelta non chirurgica preferibile. La revisione del 2026 lo giudica superiore a onde d'urto e cortisone per sintomi e funzione, ed efficace anche dopo il fallimento delle onde d'urto; nel complesso le opzioni non chirurgiche danno risultati favorevoli in circa il 70-80% dei pazienti, e la chirurgia riguarda circa il 20-30% di chi continua ad avere sintomi. Il PRP non ha mostrato superiorità sul cortisone dopo il lavaggio.
Riferimenti
- Zambanini Y, Venturi G, Albano D, et al. Rotator cuff calcific tendinopathy: an educational review on diagnosis and treatment. J Med Imaging Interv Radiol 2026;13:8.
- Arirachakaran A, Boonard M, Yamaphai S, et al. Extracorporeal shock wave therapy, ultrasound-guided percutaneous lavage, corticosteroid injection and combined treatment for the treatment of rotator cuff calcific tendinopathy: a network meta-analysis of RCTs. Eur J Orthop Surg Traumatol 2017;27:381-390.
- Omodani T. Ultrasound-guided percutaneous needle barbotage and ultrasonic tenotomy for rotator cuff calcific tendinopathy. Rehabil Pract Sci 2025;2025(2) (solo abstract).
Scheda in revisione: l'abstract della terza fonte è stato letto, non l'intero articolo. Nel linguaggio clinico italiano la procedura è anche chiamata «litoclasia percutanea ecoguidata»; non è stato trovato un testo che ne descriva le sfumature.